01/10/2019

IL BALLETTO DI MILANO presenta ” Le mille e una notte di Sheherazade” Teatro Orfeo -TARANTO

Sono le notti arabe, dense di atmosfere e sonorità vibranti che hanno ispirato il balletto Le mille e una notte di Shéhérazade, la nuovissima produzione del Balletto di Milano che

Artefici coreografi del balletto i giovanissimi Federico Mella e Alessandro Torrielli, danzatori di punta della Compagnia.

“Shaharazad” letteralmente significa “figlia della città” ed è proprio l’appartenenza ad una comunità lo spunto dal quale sono partiti i due promettenti coreografi. Alla vivacità delle vie e mercati della medina, animata dai suoi abitanti e caratterizzata da profumi e colori esotici del primo atto si contrappone l’intima atmosfera dell’interno del palazzo dove la magnetica Shéhérazade ha salva la vita ad ogni alba poiché l’attesa del seguito dei suoi racconti innamora il Sultano. Nel secondo atto alcune delle novelle più celebri delle raccolta “Le mille e una notte” trovano ampio respiro e vivacissima resa, abilmente narrata sulle note sublimi di A. Khachaturian, scelto per affiancare la ben nota suite di N. Rimsky Korsakov.

L’allestimento creato da Marco Pesta, particolarmente suggestivo e prezioso negli originali tessuti di scene e costumi, fa da cornice alle coinvolgenti coreografie che valorizzano le grandi qualità tecniche ed artistiche di tutti i componenti della Compagnia.

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30/05/2019

PEPPE BARRA “I FANTASMI DEL MONSIGNORE” 16 MARZO – TARANTO

Si dice che re Ferdinando IV di Borbone e la sua dolce consorte, la regina Carolina, attendessero con ansia tutte le mattine le visite di un ospite particolarmente gradito, per cominciare la giornata con qualche sana risata…

Fu così che nacque la leggenda di Monsignor Perrelli.

Dalla vita e dalle facezie, più o meno leggendarie, di questo insolito personaggio nasce I fantasmi del Monsignore: scherzo teatrale farsesco, per raccontare gli ultimi momenti della folle esistenza di Monsignor Perrelli.

Monsignore non è il classico burbero, è un bambino invecchiato che ripete i suoi gesti, i suoi suoni, le sue parole come un vecchio carillon al quale, pur scordato, ci si è affezionati. Meneca infatti, sua rassegnata perpetua, invece di rimproverarlo o di ribellarsi, lo coccola e lo vizia con i suoi gustosissimi, pesantissimi manicaretti della nostra tradizione.

Tra contrappunti e intermezzi canori accompagnati da un trio di musici virtuosi, un irriverente e divertito Peppe Barra si esibisce in una magistrale prova d’attore, trascinando il pubblico in una risata condivisa.

Uno spettacolo ironico, dal ritmo coinvolgente. Un’affettuosa memoria verso un personaggio e un’epoca storica appartenenti ormai alle favole.
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16/05/2019

CARLO BUCCIROSSO “IL MIRACOLO DI DON CICCILLO” 27 FEBBRAIO – TARANTO

Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento!… Sposato con Valeria Vitiello, giovane donna sanguigna dal carattere combattivo ed esuberante, è padre di due figli maschi, Vincenzo e Matteo, l’uno disoccupato,scapestrato e superficiale, l’altro laureato,riflessivo e pacato.

Alberto vive ormai, da quasi quattro anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso….!

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21/05/2019

TOSCA D’ AQUINO-ROBERTA LANFRANCHI-SAMUELA SARDO-ROSSELLA BRESCIA ” BELLE RIPIENE ” -18 FEBBRAIO 2020 TARANTO

Un esilarante spaccato di vita femminile dove protagonisti del racconto sono questa volta– guarda un po’!- il cibo e gli uomini: le donne amano mangiare ma poi si costringono a infernali diete dimagranti…ci sarà un elemento in comune tra il loro rapporto col cibo e quello con gli uomini…?
Questa gustosa commedia dimagrante è ambientata nel regno delle donne ovvero dentro una cucina tra pentole e fornelli.
La particolarità è che in questo caso i fornelli e la cucina sono veri.

Le quattro performers (ci piace definirle così perché oltre a recitare saranno costrette “da copione” ad esprimersi anche nell’arte culinaria) cucineranno reali pietanze – ognuna con la propria estrazione geografica, dal Salento a Napoli, da Roma all’Alta Padana- mentre “accenderanno” anche un confronto sul loro rapporto coi rispettivi uomini e le rispettive più-o-meno-realizzate esistenze.

Al termine di questo racconto “dimagrante” toccherà al pubblico condividere con le attrici il cibo cucinato.

Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo sono le protagoniste dello spettacolo,scritta da Giulia Ricciardi e Massimo Romeo Piparo.
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21/06/2019

LA BELLA ADDORMENTATA , Balletto di San Pietroburgo – Teatro Orfeo -Taranto

La Bella addormentata – Teatro Orfeo,Taranto
Alla corte di re Floristano, viene indetta una festa per il battesimo della principessa Aurora: vengono invitati cavalieri, dame e le fate buone del regno, che portano con loro doni per la principessa. Tra gli invitati però manca la strega Carabosse, non presente nella lista; per vendicarsi, nonostante le suppliche della corte, la maga getta una maledizione alla piccola: al sedicesimo anno di età, la principessa morirà pungendosi con un fuso. La fata dei Lillà però, non avendo ancora fatto il suo regalo, decide di modificare la maledizione: questa non morirà infatti alla puntura, ma sprofonderà solamente in un lunghissimo ed eterno sonno, che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solamente grazie al bacio di un giovane principe.

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21/05/2019

SERENA AUTIERI IN “ROSSO NAPOLETANO” 9 GENNAIO TARANTO

Serena Autieri raccoglie il canto di libertà di un popolo che armato solo del suo orgoglio e della sua geniale creatività, ispirato dalla forza inarrestabile del suo Vulcano, durante le Quattro Giornate di Napoli insorse contro l’oppressione per salvare i suoi figli e la sua ricca e gioiosa identità.

Dodici personaggi e un grande corpo di ballo gravitano tra le rovine di una Napoli allo stesso tempo contingente e fuori dal tempo, che in una sorta di astrazione temporale parla e partecipa, come un coro greco, per bocca dei suoi muri, dei suoi vicoli e dei suoi sotterranei.

Rosso è il colore dell’amore, della passione, della superstizione, del pomodoro, del sangue, del fuoco, della rabbia, della preghiera e della resistenza.

Rosso è il colore del magma che ribolle eternamente nel ventre della città come il suo meraviglioso e infinito patrimonio musicale, per quell’istinto unico di vivere e di inventarsi.
Insieme alla musica, all’ironia, agli scugnizzi e ai femminielli, al caffè e alle superstizioni, alle Madonne e alla pizza, alle prostitute e alla borsa nera va in scena l’anima nobile, spregiudicata e intramontabile di Napoli capitale d’Europa.

Napoli è do di petto nella bocca del Mediterraneo, che risuona dai bagnasciuga della Turchia, della Spagna e dell’Africa.

Napoli è cucita a mano con spregiudicato talento intorno ad una emorragia di lava.
Napoli ha la pelle scura, i capelli ricci, gli occhi a mandorla e il naso greco. È un utero svergognato e mistico, che caccia i padri e trattiene i figli.

Il suo sipario è il mare, il suo palcoscenico è il dietro, comico, appassionato e terribile.
Napoli è carcere senza chiave e domicilio sublime, sbracciarsi di madonne invocate e ansia di numeri in sonno. Il suo dio si è licenziato dal cielo e fa capoccella dalle quinte nere dei vicoli, a passo di tarantella, immolandosi nel sangue sciolto, nella primiera e nei corni in tasca.

Napoli ingravida la sua lingua; le sue parole hanno la pancia gonfia e i piedi per aria: non più amore, ma ammor’. Napoli fa miracoli, trasforma farina, pummarola e caffè in luoghi dell’anima. Napoli mischia origine e destino, lacrime e salsedine, gioia e disperazione. Napoli è inno eterno alla vita.

Non dobbiamo mai smettere di celebrarla.
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20/05/2019

NANCY BRILLI ” A CHE SERVONO GLI UOMINI” 12 DICEMBRE – TARANTO

A dispetto del titolo, questa non è una commedia femminista. Adattata dalla pièce scritta negli anni ’80 da Iaia Fiastri, A che servono gli uomini? è più attuale che mai, toccando un tema caro a molte donne sole: il desiderio di avere un figlio. Con leggerezza, ironia, equivoci e tante risate, la commedia racconta l’avventura di una donna determinata, che ritiene di poter vivere felicemente sola e che decide, prima che sia troppo tardi, di mettere al mondo un figlio, sfruttando le possibilità della fecondazione artificiale. Ma è proprio la gravidanza a mettere Teo – la protagonista interpretata dalla brava e spiritosa Nancy Brilli – di fronte alla sua solitudine e a mettere in discussione la sua visione del mondo.
Nata nella tradizione a me molto cara del teatro di Garinei & Giovannini, A che servono gli uomini? sarà per me come un ritorno a casa, agli anni in cui muovevo i miei primi passi nel mondo dello spettacolo, sotto le ali leggere e musicali dello storico duo. Ed è anche un affettuoso omaggio a chi dopo di me è stata al loro fianco, e al grande musicista Giorgio Gaber, autore delle canzoni.

Lina Wertmüller

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